17. settembre 2018

Tutti parlano di fosforo, noi in presemina per il grano consigliamo anche il nostro azoto

Entec®25+15, il segreto di EuroChem per la concimazione presemina del grano.

 

Per l’ottenimento di standard produttivi e qualitativi elevati è necessario che le piante compiano al meglio ogni fase fenologica a partire dalla semina. Per questo motivo l’Entec®25+15 di EuroChem è il concime ideale da utilizzare in presemina su grano perché, fin da subito, risponde alle necessità della pianta.

La presenza di fosforo solubile, assicura una maggiore produzione di radici che, assorbiranno una maggiore quantità di acqua e nutrienti (compresi quelli apportati con le concimazioni azotate) e garantiranno piante robuste e produttive.

Le cose cambiano parlando di azoto: certamente la pianta di grano dalla semina a quando sarà fotosinteticamente attiva, non ha bisogno di azoto (in genere è il periodo che va dal momento della semina fino a quando emergono le prime foglioline), ma, appena ne ha necessità il suo ruolo è determinante per la produzione e per la qualità. Proprio in queste fasi infatti (accestimento e induzione fiorale), la pianta programma la sua produzione e la carenza di azoto rappresenta il fattore limitante più importante. Spesso accade che la prima concimazione azotata, per via delle condizioni climatiche avverse e/o della disponibilità dell’azienda viene fatta proprio dopo questo periodo critico, causando gravi ripercussioni alle potenzialità produttive della pianta.
La concimazione azotata in presemina effettuata con azoto tradizionale o con tecnologie di lenta cessione a breve durata, non servono, perché in accestimento la pianta ne troverà ben poco e perché andrà perso per dilavamento, volatilizzazione e lisciviazione nei mesi autunnali a causa delle piogge che in quel periodo in genere si verificano.

Per questo motivo l’Entec®25+15 con l’originale 3,4 Dimetilpirazolofosfato, è l’unico che, somministrato in presemina, riesce mantenere una quota di azoto disponibile in prossimità delle piante fino a 10-12 settimane (3 mesi), anche nei mesi autunnali. Rallentando quindi la trasformazione dell’azoto ammoniacale in azoto nitrico il DMPP gioca un ruolo fondamentale, consente alle piante di avere a disposizione azoto fin da quando ne hanno realmente bisogno (accestimento e induzione fiorale). In questo modo la prima concimazione azotata, se le condizioni climatiche non lo permettono, può anche essere effettuata più avanti, e, comunque, i risultati produttivi e qualitativi saranno straordinari.

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